La struttura della settimana
Il quadro a livello di indici è più tranquillo di quanto accade sotto la superficie. L'S&P 500 (SPY) ha perso lo 0.56% nella settimana e cede l'1.81% su base quadrisettimanale: un ritracciamento contenuto, non una rottura. L'ultimo minimo relativo di rilievo si colloca ben al di sotto dei prezzi attuali e non è stato testato, per cui la struttura di fondo resta intatta. Il Nasdaq 100 (QQQ) è la componente più debole: ha perso l'1.97% nella settimana e il 7.88% nel mese, e la sua correzione è più profonda di quanto lasci intendere l'indice principale. Gli indici equiponderati e le small cap fanno meglio. L'S&P 500 equiponderato (RSP) è salito dello 0.82% e guadagna il 4.09% nel mese, mentre il Russell 2000 (IWM) è salito dell'1.30% ma resta in calo dello 0.78% nel mese. Un indice ponderato per capitalizzazione che si indebolisce mentre il titolo medio tiene meglio indica un mercato in cui i capitali escono dai pesi massimi per ruotare altrove, non un mercato abbandonato.
La rotazione
La leadership settoriale racconta la stessa storia. Le biotecnologie (IBB) sono salite del 4.75%, la sanità (XLV) del 3.12%, i materiali (XLB) del 2.79% e le utility (XLU) del 2.04%. I comparti più deboli sono stati il software (IGV), in calo del 5.70%, i servizi di comunicazione (XLC), in calo del 5.32%, l'intelligenza artificiale (AIQ), in calo del 3.45%, e la tecnologia (XLK), in calo del 2.03%. Settori difensivi e a crescita lenta da una parte, forte esposizione alla crescita dall'altra: si tratta di una rotazione difensiva, con capitali in uscita dai titoli growth più affollati. Non è una fuga generalizzata verso i beni rifugio. L'oro (GLD) ha perso il 2.95% e i Treasury a lunga scadenza (TLT) sono saliti solo dello 0.61%: i capitali vengono redistribuiti all'interno dell'azionario anziché abbandonarlo.
Una settimana contro quattro
È nel confronto tra settimana e mese che la lettura diventa utile. Alcuni movimenti proseguono un trend in atto. La sanità sale del 3.12% nella settimana e dell'11.25% nel mese, le utility del 2.04% e del 9.04%, i materiali del 2.79% e del 7.94%, i beni di consumo di base (XLP) dell'1.31% e dell'11.04%. Sul lato debole, la tecnologia cede il 2.03% nella settimana e il 10.16% nel mese, e il Nasdaq 100 segue lo stesso schema. Altri movimenti contraddicono il trend. Le memorie (DRAM) sono salite del 2.02% nella settimana ma perdono il 22.29% nel mese, e il nucleare (NLR) è salito dell'1.52% a fronte di un calo del 10.70% sulle quattro settimane. In entrambi i casi si tratta di rimbalzi all'interno di strutture compromesse, non di inversioni. I semiconduttori (SOXX) hanno ceduto un ulteriore 1.40% e perdono il 19.93% nel mese: qui manca persino il rimbalzo. Nella direzione opposta, il petrolio (USO) ha perso lo 0.41% dopo un rialzo del 14.56% nel mese, e la cybersecurity (HACK) ha ceduto il 2.63% a fronte di un guadagno dell'1.13% sulle quattro settimane. Entrambi mostrano un momentum in esaurimento dopo una buona fase di rialzo.
La divergenza delle cripto
Le criptovalute si allineano al lato debole del quadro azionario. Bitcoin ha perso il 4.23% nella settimana e l'11.38% nel mese, ether il 3.76% e il 17.86%, Solana il 6.01% e il 21.71%. Il fondo che replica bitcoin (IBIT) ha ceduto il 5.66%, un movimento di entità simile a quello del software e dei servizi di comunicazione. Le cripto si comportano come la componente ad alto beta del comparto growth: scendono più dell'indice e senza la forza compensativa mostrata dai settori difensivi. Non rileviamo qui divergenze che giustifichino una lettura diversa.
Cosa cambierebbe questa lettura
La lettura attuale perde validità in alcune condizioni. Una rottura dell'ultimo minimo relativo di rilievo dell'S&P 500 trasformerebbe una rotazione in un deterioramento strutturale generalizzato. Il recupero da parte del Nasdaq 100 del suo massimo relativo più recente indicherebbe che la debolezza dei titoli growth era una pausa e non un trend. Se i leader difensivi (sanità, utility, beni di consumo di base) iniziassero a violare i rispettivi minimi relativi recenti mentre i growth restano deboli, sarebbe il segnale che le vendite si stanno estendendo, non ruotando. Sul fronte del credito, l'high yield (HYG) è il comparto da monitorare: è salito dello 0.49% nella settimana ma la sua struttura è fragile, e un ulteriore calo contraddirebbe il quadro di una rotazione ordinata. Nulla di tutto ciò costituisce una previsione. Si tratta di individuare i punti oltre i quali la struttura non sosterrebbe più la lettura attuale.